Project

Se dovessi motivare l’apertura di questo spazio espositivo, l’attribuirei ad un percorso naturale, passionale, all’interno del quale curiosità e ricerca sono diventate parti costitutive della mia sensibilità. Buona parte della mia infanzia l’ho trascorsa in un negozio di belle arti, diventato successivamente anche laboratorio di cornici, che fu dapprima di mio nonno e tramandato per tre generazioni. Un luogo che ha visto nascere tanti artisti, crocevia di collezionisti e appassionati d’arte, punto di riferimento e di ritrovo per scambi di pensieri e visioni aventi come unico denominatore l’arte.Da quest’anno, ho voluto ridefinire degli spazi ancora più netti, ridimensionando il mio mestiere di artigiano e favorendo mostre di artisti che stimo. Non seguo un percorso scientifico, ma accolgo quelle ricerche artistiche che sappiano far veicolare un risultato espressivo autentico, sincero. Alla base di questa operazione, mi sono dato degli obiettivi che rispondessero soprattutto al piacere di offrire una vetrina ad artisti meno conosciuti , cercando di sostenere il loro operato. Col tempo, ho imparato a dare una certa importanza alla questione del “mestiere” - termine qui sentito fuori da ogni logica commerciale-, all’approccio metodico e costante, che necessita di un forte senso di responsabilità per gli artisti, ma anche per i fruitori. Penso, con grande convinzione, che ogni proposta espositiva debba essere sempre preceduta dall’incontro reale con l’opera e con l’artista, partendo dallo studio: quest’ultimo, è il cuore pulsante e sincero della produzione estetica, oltre ad essere il luogo naturale per poter fruire intimamente il lavoro. Sono attratto dall’aspetto artigianale dell’opera, fuori da ogni etichetta o ricerca stilistica, laddove questa sia accompagnata da un significativo messaggio, complice di un equilibrio tra linguaggio e significato. A difesa di queste scelte, mi piace pensarmi come ad una sentinella, ad una civetta (animale, questo, scelto come simbolo dello spazio espositivo), che scruta e osserva il multiforme territorio dell’arte, capace di accogliere e raccogliere il ritmo vitale intorno a lei. Lo spazio espositivo, infatti, è aperto a tutti coloro che vogliano condividere con me un momento di confronto sul mondo dell’arte, quello meno coinvolto dalle “urlate” strategie di mercato, e quindi autenticamente stimolante, con la ferma determinazione di premiare e approvare l’operato dinamico di tutti quegli artisti che, in una realtà poco ricettiva e poco incline come la nostra, probabilmente anche a causa di questa temperie storica, non ricevono il giusto e meritato riconoscimento.
Francesco Siracusa