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Ci sono uomini che nascono predisposti al chiarore abbagliante della poesia, e di questa virtù ne fanno la loro cifra etica, indipendentemente dalle innumerevoli e talvolta contraddittorie voci insite nella Bellezza: essi sono in grado di distillare pensieri e passioni altissimi, oltre gli steccati dell’ordinarietà. Francesco Siracusa è uno di questi. L’ho conosciuto personalmente qualche anno fa a Bologna, in occasione di un importante evento espositivo. Prima di quell’incontro, il nostro dialogo è passato attraverso immagini e visioni, curiosità e riflessioni sull’arte, mediante il canale della rete. Col tempo, ho maturato l’idea che questo nostro scambio non si sia basato solo sulla casualità degli eventi, tutt’altro, ma che sia stato invece frutto di un destinale disegno tracciato oltre la grafite della nostra volontà. A tal proposito, riconoscere le affinità tra le persone è sempre un fatto straordinario, se pensiamo ai collegamenti e al plasmare sensibile dell’esperienza, talvolta apparentemente lontani, per una via misteriosa che aggiunge luce alle parole della vita. Come accennavo prima, io e Francesco siamo accomunati dal fortissimo sentimento per l’arte, e per la pittura in particolare. Siamo entrambi consapevoli che la pittura offra ai nostri giorni quel dettato emotivo, percettivo, in grado di fondare la parabola irrinunciabile della conoscenza. In tal senso, la nostra amicizia è il frutto purissimo di questo riscontro energetico. Seppure su piani differenti, siamo dediti al lavoro delle mani, alla virtù dei gesti sapienti: Francesco lo fa lavorando con le cornici, io dipingendo i miei quadri. E’ ad Agrigento che egli ha trovato il luogo e il senso ideali del suo fare, per una scelta che è tesa a difendere una quotidianità autentica, fuori dalla roboante dimensione dei grandi centri culturali, convinto che ciò che è cogente e necessario esuli dalla velocità, dalle mode, dalle strategie del mercato. Da tempo Francesco è abitato dal nobile desiderio di fondere il suo negozio di cornici con uno spazio espositivo, da condividere con talenti e persone che stima, capaci di valorizzare e animare la realtà culturale agrigentina: oggi questo suo progetto prende il nome di “Spazio espositivo Francesco Siracusa”. A distanza di un anno di proposte espositive, l’amico s’incarica di pubblicare il lavoro di curatela svolto con appassionato e generoso slancio, scoprendo lavori e pensieri di artisti a volte molto distanti tra loro, per formazione ed età. Commoventi e rarissime sono la sua apertura e la sua fiducia nei confronti di ogni linguaggio espressivo, sostenuti solo se pervasi da una sincera ricerca poetica. Io, per primo, assieme a Gaspare Macaluso, sono stato felice di prender parte a questo progetto, inaugurando nel dicembre del 2014 la doppia personale dal titolo “Premesse per una mostra”. E’ stato l’incipit che ha visto infuocare questa sua avventura artistica, fuori da ogni retorica, persuaso fin da subito dalla qualità, dall’entusiasmo e dalla serietà con cui Francesco ha di volta in volta formalizzato i suoi obiettivi. Caro Francesco, a te che difendi e incoraggi le ragioni del cuore, della mano e della testa, che so essere profondamente intrisi di valori e visioni morali, ti giungono i miei più sinceri auguri.
Giovanni Blanco